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Ai se eu te pego: ma per piacere.

3 Gen

Oggi un pò per la noia del ritorno a lavoro in un giorno in cui la maggior parte della popolazione non è in ufficio o comunque fa finta di non esserlo, un pò perche sono rimasta un pò indietro, ho deciso di aggiornarmi sulle ultime novità in campo musicale.

Il fatto di rimanere indietro (parliamo di un mesetto eh, non un millennio!) è dovuto al problema di lavorare nella musica nei noughties. E’ che sei così tanto immerso nella merda dalla mattina alla sera, inondato, sommerso, emailato di musica di merda, che ad un certo punto o sbarelli e cominci ad ascoltare solo Rihanna oppure devi fare una pausa. E così per Natale mi sono voluta regalare un mese di pausa dalla musica pop. Che poi non è mica facile evitarla per un mese intero: è tutto intorno a te (come direbbe la cara vecchia Megan).

Quando parlo di “ultime novità musicali” di solito intendo quella musica che non si sa come nè perchè riesce a scalare i vertici delle classifiche di vendita o di gradimento, nonostante poi non si riesca a trovare un solo essere umano disposto ad ammettere di aver ascoltato o scaricato quel pezzo. Un pò come le elezioni in Italia, per intenderci.

Eccomi quindi ad ascoltare quella che apparentemente sembra essere la hit del momento, quindi metto su questo:


Pare che sia partito tutto da alcuni giocatori, di quelli che vengono pagati miliardi di dollari spaziali per correre dietro ad una palla e rubarsela dai piedi, che inebriati dalle note coinvolgenti del pezzo si sono messi a ballarla in campo (o qualcosa di simile) e da lì è stato successo planetario!

Ora, io con queste premesse come minimo mi aspettavo il ritorno di Danza Kuduro o una vendetta dell’Asereje. E invece avendo espresso a voce alta tutto il mio rammarico nella scalata di questa mediocre nenia portoghese, un’assennata collega mi ha fatto notare che “Totti almeno cercava di cantare Seven Nation Army…”. Ecco si, almeno!

Sul portoghese poi, ne ho a pacchi (ho avuto un problema con una brasiliana in passato): un tempo, ciclicamente, diciamo una volta l’anno soprattutto all’inizio della stagione estiva, bussava alle nostre porte il fatidico tormentone portoghese:  come dimenticare il ritorno di Mas Que Nada- Sergio Mendes (nostra compagna dei mondiali 2006), Ja Sei Namorar – Tribalistas,  Voce Me Apareceu – Kaleidoscopio, e ultima, ma solo temporalmente, Shimbalaiê – Maria Gadù. D’estate però e ad anni alterni, sopravvivevamo con sopportazione zen.

Adesso è inverno, Gennaio, non ci sono spiagge nè mojiti in riva al mare.  C’è la nebbia, la neve talvolta, fa freddo e babbo natale ha appena parcheggiato la slitta in garage e tolto le briglie alle renne. Quindi non abbiamo bisogno nè di saudaji strappamutande, nè di portoghese, nè di brasileria, nè tantomeno di “Che bontà! Così mi ucciderai Oh, se ti prendo, Sì, sì, se ti prendo”.  Che poi non capisco se ci sono puristi della crusca che si lamentano perchè non capiscono le canzoni in inglese, figuriamoci in portoghese!!!

Ordunque, accantonato il buonismo Jingle Belliano per un altro anno, ALL I WANNA DO IS ROCK! Mi sa che prolungo il mio regalo di Natale per un altro pò.

“Nossa, nossa. Assim você me mata. Ai, se eu te pego, ai, ai se eu te pego. Delícia, delicia assim você me mata. Ai, se eu te peg, ai, ai, se eu te pego”.
MICHEL TELO – Ai Se Eu Te Pego

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