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This is war: i disturbi della mente

5 Gen

Io l’ho sempre saputo. detto e ridetto. e oggi finalmente ne ho avuto la conferma!

Perchè avere sulla scrivania un libro che si chiama “i disturbi della mente” non può essere una casualità fortuita. Che poi, cos’è il caso se non l’impossibilità di spiegare razionalmente ogni singolo evento che ci coinvolge?

Dunque analizziamo i fatti con ordine: oggi vedo con la coda dell’occhio questo libro sulla scrivania di una persona. Costui:

  1. una volta mi ha accusata di averlo cancellato dai miei amici su fb, ma che a lui (sottolineando di essere allegramente arrivato ai 40 e con ben 2 figli) non sarebbe importato! ora, a parte che io non ho bloccato una beata michetta, ma poi si può prima fare un pippone e poi dire che non te ne frega niente?
  2. ha litigato pesantemente con me ritenendomi responsabile di condotta scorretta, quando io facevo solamente il mio lavoro e invece era lui che cercava di boicottare le mie proposte.
  3. un’altra volta all’apparire di una statuetta di una piggy che sculettava a ritmo di musica, durante un’allegra tavolata di ubriaconi misto-europei in trasferta per lavoro ha avuto il coraggio di paragonarla ad super capa suprema. risatine forzate e sdegno collettivo negli occhi
  4. solitamente riempie le nostre giornate di aneddoti inutili, battuttine scontate e ridicolaggini varie
  5. è presuntuoso e vanesiooltre ogni umana sopportazione; è talmente inaffidabile che pare che dove passi lui ci siano sempre armadi chiusi a chiave
  6. è professionalmente subdolo: fa l’amico di tutti (mal tollerato) e ti fa lo sgambetto appena può. o anche se non può. Insomma, per non sbagliare intanto sgambetta!

Fino al punto due era soltanto un’inutile attore del settore in cui lavoro, con cui mi trovavo a lavorare per caso e fortunatamente per poco. Ahimè da un paio di mesi è diventato il mio capo. Maledetto karma, ma che t’ho fatto???

Ci ho provato a farmelo piacere, a cercare di cucirgli addosso della stima su misura. Ma niente, non c’è verso. E’ un f(c)oglione! Diciamo che si crede furbo come una volpe, astuto come un puma, e invece è sleale come il più stupido dei gatti. Ma il suo soprannome underground è “Il dugongo” a causa della sua somiglianza con questo:

Devo solo trovare la forza di continuare a sorridere e fare finta di assecondarlo, mentre cerca di farmi subdolamente licenziare . Ma io ti ho capito in tempo, sai. Non ti salverai le chiappe a mie spese. Se vuoi la guerra, che guerra sia (chiedi un pò al mio precedente capo com’è andata a finire, magari vedi che non ti conviene).

TheCat, sto affilando e unghie e sappi che i tuoi santi non ti serviranno a niente. E in più hai quel libro sulla scrivania. E spiega tante cose.

“A warning to the people: the good and the evil, this is war. To the soldier, the civillian, the martyr, the victim: This is war. It’s the moment of truth and the moment to lie, the moment to live and the moment to die, the moment to fight, the moment to fight, to fight, to fight, to fight!!! To the right, to the left we will fight to the death, to the Edge of the Earth”.

30 Seconds To Mars – This Is War 

Our lips are sealed: fabrizio, l’artista prolisso #2

15 Dic

Quante probabilità ci sono di incontrare una persona strana su un treno di pendolari delle 6.30? E di incontrarlo una seconda volta a distanza di mesi?

Salgo sul treno mi siedo. Guardo il tipo che si sta sedendo nei posti al di là del corridoio e.. no. nO. NO! Cazzo, magari nn si ricorda..sai è anziano, è hippy (=lots of drugs – se no che sei hippy a fare!). Azione: giro la testa verso il finestrino, morning parade nelle orecchie, e occhi semi chiusi per dar l’impressione di essere più di là che di qua.
Ok sembra che funzioni. Passano i primi 30 km. Fiuuuu. Prendo il mio libro. Ora pare sia evidente che se prendi il libro in mano, sei sveglia e nn hai più voglia di dormire. Quindi sei disturbabile. Questo deve aver pensato. Lo vedo che si toglie dei cuffioni della Sony (evvai ha seguito il mio consiglio, mi sento un pó un guru dell’audiofilia!) e si rivolge a me che malauguratamente avevo smesso di fissare il vuoto fuori dal finestrino! Dov’è finito il sacrosanto diritto all’allontanamento dal mondo tramite lettura?

“sei riuscita a trovare quello che cercavi?”

chi? Cosa? Dove? Quando? E perché? Con un falsissimo “credo di si” spero di chiuderla lì, ma evidentemente ho dimenticato con chi ho a che fare! “io no” fa lui. “e sticazzi” dovrei fare io, invece di quel sorriso ebete che nn nego mai a nessuno.
E via si riparte per un fantastico viaggio nel meraviglioso mondo di fabrizio. A sto giro pare che lui continui la sua tensione verso l’infinito, ma che purtroppo gli ostacoli che gli si pongono davanti sono sempre più difficili. Tipo l’espulsione dal paese in cui vive. Già perché nn avendo la cittadinanza, nè un lavoro e un permesso scaduto, pare che suddetto paese si rifiuti di continuare a dargli sussidi e mantenerlo mentre lui “si sveglia tardi e fa l’amore – ricordate lo sguardo?- tutti i giorni con la sua fidanzata. Che stato di merda quello in cui vive. Degli stronzi proprio.

Io lo guardo, perplessa stavolta, mentre lui continua a parlarmi di ricorsi e io vorrei solo dirgli “ma pirla, trovati un contratto di lavoro, no??”. Poi, svanita ogni speranza che un viaggiatore salito in qualche stazione successiva a cui lancio sguardi compassionevoli, possa accorrere in mio aiuto (oh merde che nn siete altro!) prendo il coraggio (e la stronzaggine) a 4 mani, e gli dico che è interessantissimo (ipocrita, ancora) ma che ho del lavoro da finire. Così Unknown Pleasure nelle orecchie e iPhone in mano (“che lavoro fai?” “scrivo di musica e devo ascoltare 4 nuovi album prima di stasera” che scusa perfetta per giustificare ipod&iphone) taglio corto e mi assicuro un posto all’inferno per quell’unica volta che nn ho ascoltato il vecchietto bisognoso! perchè poi così finisce, uno fa una cazzata una volta e la paga in eterno, si sa!

“It doesn’t matter what they say in the jealous games people play, our lips are sealed. Pay no mind to what they say, it doesn’t matter anyway, our lips are sealed . There’s a weapon we must use in our defense: Silence!”

Fun Boy Three – Our Lips Are Sealed (1984)

Do me a favour: get out of my way.

6 Dic

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Come si può facilmente, oggi mi sa che non è giornata. Nell’ordine ce l’ho con:
– il mio capo (che é notoriamente una testa di cazzo) che ritiene che se non uso quella piattaforma di monitoraggio (aka grande fatello is watching you) non sto facendo un cazzo: scusa se sono più impegnata a far fare soldi all’azienda che bella figura a te coi tuoi capi!
– il mio capo tedesco (notoriamente una testa di cazzo crucca) che pare abbia tirato fuori la parola part-time come
prospettiva per il mio futuro: caro crucco se sono qua è perché mi sono fatta un culo della mummia per dimostrare quanto valgo e ps: il tuo stipendio lo paga il mio fatturato..quindi il part-time ficcatelo dove ti piace mettere i tuoi amati bratwurst.
– con un pò di gente a caso. da quelli che non tengono la destra sulle scale moblili a quelli che fanno di tutto per passare primi e poi vanno pianissimo.
Quando? Quando ho deciso aprire
gli occhi ed abbandonare il mio piumone? E perché? Già che sono in stazione quasi quasi prendo il primo treno per nowhere e adieu!

“And do me a favour, and ask if you need some help! She said, do me a favour and stop flattering yourself! How to tear apart the ties that bind perhaps fuck off, might be too kind. Perhaps fuck off, might be too kind”
Arctic Monkeys – Do Me A Favor (2007)

La Ranita: ma questo, che non lo firmiamo?

2 Dic

Quando si pensa alla gente che lavora nella musica, ci si immagina persone sesso, droga e rock n roll che stanno tutto il giorno lì a farsi la guerra del volume tra i vari uffici, per affermare chi ce l’ha più alto (le dimensioni contano sempre, e inutile che stiamo a raccontarcela) a colpi di rock, hip hop, reggae, pop e tutto il resto.

Mai nella vita uno può immaginarsi cosa realmente lì dentro succeda.

Per avere una piccolissima idea di quanto la disperazione porti più vicino possibile al fondo, stamattina ad accogliermi c’era questo:

Ora, so che El Potro Salvaje mi ringrazierà perchè con questo mio post non solo le sue visualizzazioni sul tubo leviteranno,  ma accadrà che qualche sciagurato discografico si accorgerà di lui e delle oltre 724,315 visualizzazioni ponendosi  l’unica domanda che da anni il suo neurone continua a riproporgli:  “ma questo, che non lo firmiamo?” E come, no? come lasciarsi scappare l’ennesima opportunità di sentirsi dire che le etichette devono morire perchè sputano fuori solo musica di merda? naaaaaaaaaa

Let’s sign El Potro Salvaje e lunga vita all’industria discografica!

“Salta ranita salta no te dejes atrapar. Salta ranita salta que te quieren cocinar”

Sex on fire: meglio un giorno da leoni.

2 Dic

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Oggi la mia attenzione e quella dell’intera popolazione mondiale, immagino, è stata capitalizzata dalla seguente notizia: 12 minuti di orgasmo, morta una 21enne brasiliana.
Pare che il ragazzetto le stesse facendo un accurato lavoretto con la lingua, e lei stesse lì urlando con le pupille che le ruotavano in una sorta di trance. Per 12 minuti. Poi lui ha ritenuto “opportuno” preoccuparsi e chiamare aiuto. Un tipetto sveglio, insomma.
Certo rispetto alla notizia della scorsa settimana dei due arrivati al pronto soccorso con un limone nell’ano (lui) e un capitone vivo nella vagina (lei), questa risulta più amara e meno divertente.
Non vorrei sembrare insensibile ma non posso non pensare che se fosse tutto vero e se al mondo esistano davvero questi supereroi da orgasmo da 12 minuti solo con la lingua, come si fa a trovarli?esistono community? blog? Sulle pagine gialle? Sui bagni della stazione?
E poi morire facendo quello che ci piace è sempre meglio che venire investiti, no? Del resto immortali non siamo..e come dissi una volta appena arrivata nel nuovo ufficio al mio capo strafumatore che mi faceva le menate perché fumavo: “prima o poi tutti dobbiamo morire, tanto vale godersela!”

“You, your sex is on fire and so were the words to transpire. Hot as a fever, rattling bones. I could just taste it, taste it. But it’s not forever, but it’s just tonight. Oh we’re still the greatest.”
Kings Of Leon – Sex On Fire

Conoscere gente sul treno: quanto manca?

30 Nov

Quando prendi regolarmente un treno, tutti i giorni, stessa ora, la probabilità che ci siano degli altri sfigati come te è molto alta. E inevitabilmente un pó ti affezioni a queste persone che neanche conosci. Certo ci sono quelli che appena salgono cominciano ad urlare, che tutti i giorni prima di arrivare a quella fermata speri che gli sia successo qualcosa nella notte.
Comunque il mio preferito è il bancario. Con lui mi incontro tutte le mattine da oltre 5 mesi. È un bell’uomo sui 40, occhiali, capelli neri brizzolati. Veste sempre elegante, tranne il venerdì che è santo casual friday.
Ci sediamo sempre con la stessa formazione (saliamo su un treno semivuoto): lui nella prima fila di 4 posti, io nella seconda dietro di lui. Capita che a volte troviamo qualcuno nei nostri posti, e lì è il panico!
Per circa 5 mesi ci siamo ignorati completamente. Poi sono cominciati i cenni col capo, i timidi sorrisi. Fino al fatidico giorno del “ciao”. E da lì non si torna più indietro! Stamattina ad esempio, dopo qualche settimana di “ciao/buongiorno”, accomunati dalle disavventure dei giorni scorsi, ci siamo scambiati la seguente emozionante battuta: lui: speriamo che oggi sia la giornata buona
Io: eh si, speriamo di arrivare
Adesso la domanda è: quanto? Quanto tempo passerà prima che diventeremo i migliore amici del treno delle 6.39?

“Conoscere gente sul treno, puó essere meglio che stringer la mano a chi non si perde con facilità nei vicoli stretti di un quartiere che sta dentro me, dentro me niente da perdere, qui nel club di chi ammira il cielo.”
Conoscere Gente Sul Treno – Amari

The Locomotion: i disagi del pendolare fighetto V.2

29 Nov

So che alla maggior parte dei pendolari può sembrare normale ciò ce ha coinvolto il mio treno per ben due giorni consecutivi, ma se conosceste il treno in questione vi meravigliereste quanto me! Infatti incredibilmente anche oggi il treno non va. Ma a differenza di ieri siamo anche bloccati in un limbo tra due stazioni vicine: in pratica siamo sequestrati sul treno!
Ora va bene il ritardo (fortuna della flessibililità degli orari, ma soprattutto dei colleghi) ma se c’è una cosa che non sopporto sono le chiacchere stupide, gli insulti gratuiti e la maleducazione in generale. Come se il macchinista avesse manomesso appositamente il treno. Perché si diverte così, con poco. E poi, tutti grandi esperti di funzionamento dei treni oggi, si sono sbizzarriti nella creazione di fantasiose teorie su cosa potesse aver causato il guasto; tra le più gettonate il macchinista non è capace..nn sa farlo funzionare, semplice!
Tutto questo urlando all’alba delle 7.15 del mattino (li sto sentendo con le cuffie, ok non è hardcore ma sono pur sempre i joy division).
Che poi ciliegina sulla torta, ieri mi si è davvero scaricato l’iPod prima dell’arrivo…e chi è che si è scordato di ricaricarlo? IO! IO! IO! (manina alzata da secchioncella). Se no a quest’ora erano primal scream di quelli che ti pulsano le orecchie, tanto è alto il volume!
Ah vi do questa notizia in conclusione (notizia è l’anagramma del mio nome -cit.) almeno oggi non rischio la polmonite! E buongiorno anche oggi.

“Everybody’s doin’ a brand new dance now. Come on, baby, do the loco-motion
I know you’ll get to like it if you give it a chance, now. Come on, baby, do the loco-motion”