Our lips are sealed: fabrizio, l’artista prolisso #2

15 Dic

Quante probabilità ci sono di incontrare una persona strana su un treno di pendolari delle 6.30? E di incontrarlo una seconda volta a distanza di mesi?

Salgo sul treno mi siedo. Guardo il tipo che si sta sedendo nei posti al di là del corridoio e.. no. nO. NO! Cazzo, magari nn si ricorda..sai è anziano, è hippy (=lots of drugs – se no che sei hippy a fare!). Azione: giro la testa verso il finestrino, morning parade nelle orecchie, e occhi semi chiusi per dar l’impressione di essere più di là che di qua.
Ok sembra che funzioni. Passano i primi 30 km. Fiuuuu. Prendo il mio libro. Ora pare sia evidente che se prendi il libro in mano, sei sveglia e nn hai più voglia di dormire. Quindi sei disturbabile. Questo deve aver pensato. Lo vedo che si toglie dei cuffioni della Sony (evvai ha seguito il mio consiglio, mi sento un pó un guru dell’audiofilia!) e si rivolge a me che malauguratamente avevo smesso di fissare il vuoto fuori dal finestrino! Dov’è finito il sacrosanto diritto all’allontanamento dal mondo tramite lettura?

“sei riuscita a trovare quello che cercavi?”

chi? Cosa? Dove? Quando? E perché? Con un falsissimo “credo di si” spero di chiuderla lì, ma evidentemente ho dimenticato con chi ho a che fare! “io no” fa lui. “e sticazzi” dovrei fare io, invece di quel sorriso ebete che nn nego mai a nessuno.
E via si riparte per un fantastico viaggio nel meraviglioso mondo di fabrizio. A sto giro pare che lui continui la sua tensione verso l’infinito, ma che purtroppo gli ostacoli che gli si pongono davanti sono sempre più difficili. Tipo l’espulsione dal paese in cui vive. Già perché nn avendo la cittadinanza, nè un lavoro e un permesso scaduto, pare che suddetto paese si rifiuti di continuare a dargli sussidi e mantenerlo mentre lui “si sveglia tardi e fa l’amore – ricordate lo sguardo?- tutti i giorni con la sua fidanzata. Che stato di merda quello in cui vive. Degli stronzi proprio.

Io lo guardo, perplessa stavolta, mentre lui continua a parlarmi di ricorsi e io vorrei solo dirgli “ma pirla, trovati un contratto di lavoro, no??”. Poi, svanita ogni speranza che un viaggiatore salito in qualche stazione successiva a cui lancio sguardi compassionevoli, possa accorrere in mio aiuto (oh merde che nn siete altro!) prendo il coraggio (e la stronzaggine) a 4 mani, e gli dico che è interessantissimo (ipocrita, ancora) ma che ho del lavoro da finire. Così Unknown Pleasure nelle orecchie e iPhone in mano (“che lavoro fai?” “scrivo di musica e devo ascoltare 4 nuovi album prima di stasera” che scusa perfetta per giustificare ipod&iphone) taglio corto e mi assicuro un posto all’inferno per quell’unica volta che nn ho ascoltato il vecchietto bisognoso! perchè poi così finisce, uno fa una cazzata una volta e la paga in eterno, si sa!

“It doesn’t matter what they say in the jealous games people play, our lips are sealed. Pay no mind to what they say, it doesn’t matter anyway, our lips are sealed . There’s a weapon we must use in our defense: Silence!”

Fun Boy Three – Our Lips Are Sealed (1984)

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