La Ranita: ma questo, che non lo firmiamo?

2 Dic

Quando si pensa alla gente che lavora nella musica, ci si immagina persone sesso, droga e rock n roll che stanno tutto il giorno lì a farsi la guerra del volume tra i vari uffici, per affermare chi ce l’ha più alto (le dimensioni contano sempre, e inutile che stiamo a raccontarcela) a colpi di rock, hip hop, reggae, pop e tutto il resto.

Mai nella vita uno può immaginarsi cosa realmente lì dentro succeda.

Per avere una piccolissima idea di quanto la disperazione porti più vicino possibile al fondo, stamattina ad accogliermi c’era questo:

Ora, so che El Potro Salvaje mi ringrazierà perchè con questo mio post non solo le sue visualizzazioni sul tubo leviteranno,  ma accadrà che qualche sciagurato discografico si accorgerà di lui e delle oltre 724,315 visualizzazioni ponendosi  l’unica domanda che da anni il suo neurone continua a riproporgli:  “ma questo, che non lo firmiamo?” E come, no? come lasciarsi scappare l’ennesima opportunità di sentirsi dire che le etichette devono morire perchè sputano fuori solo musica di merda? naaaaaaaaaa

Let’s sign El Potro Salvaje e lunga vita all’industria discografica!

“Salta ranita salta no te dejes atrapar. Salta ranita salta que te quieren cocinar”

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