Kasabian – Velociraptor Tour @ Alkatraz, Milan 21.11.11

22 Nov


Quando vado ad un concerto dei kasabian le aspettative sono molto alte, anche se si sa già che il suono farà schifo perché il locale ha un impianto/acustica di merda e puoi solo sperare che il fonico non sia ubriaco come l’ultima volta.

Piccola parentesi polemicona: a milano i posti per suonare si possono ormai contare sulle dita di una mano con 3 dita: se sei grosso c’è il forum, se sei medio c’è l’alkatraz, se sei piccolo c’è il tunnel. Se sei una garage band ci sono un paio di posti con poche pretese (ma almeno ci sono!).

Seconda parentesi più correlata, ma sempre polemicona: prima di entrare guardo il biglietto (ok l’accredito, perché il concerto è andato soldout prima che potessi ricordarmi di comprare i biglietti) nella vana speranza di trovare accanto al nome del gruppo la scritta “+ guest”. E invece niente. Ma dov’è finita quella bella e sana usanza di portarsi gli amichetti più sfigati per farsi aprire i concerti? Non è forse aprendo i concerti degli oasis che i kasabian si sono fatti conoscere in tutta Europa? E se il promoter nn vuole pagare le spese per fare arrivare un altro gruppo in Italia, perché nn trovare una band locale? Ne avrà un paio nel roster, no? E invece niente, solo musica filo-diffusa che per altro che nn c’entrava un cazzo.

Finita questa, partono i soliti raggi di luce colorati sul pubblico, fumo sul palco (attenti a nn inciampare sui cavi, che non si vede un cazzo) e “Days Are forgotten”. Paraculi. Paraculi. Paraculi. Come descrivere chi decide di aprire il concerto con il singolo del momento? (che poi ne hanno sfornato un altro dopo, ma in italia che siamo sempre one step behind gira ancora questo!).

Cmq il Concerto va avanti, con i soliti brani più famosi intervallati dai brani (pochi per fortuna) del nuovo disco. Il suono fa schifo, i bassi esagerati come sempre e volumi ridicolmente low (contenti i vicini probabilmente). Ma a parte tutto, la cosa peggiore è che l’energia sul palco era ai minimi storici. Io i Kasabian li ho visti e rivisti (5 le volte che riesco a ricordarmi), ma così mai!

Stoico fare due tour pratiamente attaccati senza mai fermarsi, ma prima bisognerebbe capire se ce la si può fare a sostenerlo. Del resto nessuno di noi ha più vent’anni! E il risultato è che quello che trasmetti al pubblico è solo una gran voglia di non essere lì, di non emozionarsi più neanche davanti ad un locale soldout; di voler levarsi dai maroni il più velocemente possibile e fino a data da destinersi.

Senza infamia e senza lode: voto 4 su 10.

Almeno la set-list…

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