The Turin Brakes – Optimist Live @ Koko, London 11.11.11

19 Nov


Feeling Oblivion
Underdog
Emergency 72
Future Boy
The Door
State Of Things
By TV Light
Slack
Starship
The Road
Mind Over Money
The Optimist

  1. Rescue Squad
  2. Pain Killer
  3. Fishing for a Dream
  4. Rain City
  5. Stone Thrown
  6. Last Chance
  7. Long Distance
  8. Chim Chim Cher-ee
  9. Underdog.
Qualche tempo fa è stato il mio compleanno e l’uomo della mia vita ha deciso di regalarmi un viaggio a Londra per vedere i Turin Brakes rifare tutto The Optmist Lp dal vivo. Chi mi conosce sa che Inghilterra:me = aria:sopravvivenza. Con un concerto così poi, non ci stavo più letteralmente dentro.Finalmente arriva il giorno della partenza (o della fuga, vista la velocità con cui sono uscita da lavoro, preso autobus, presa metro, preso treno, corso al gate in chiusura, allacciato finalmente la cintura dell’aereo per poi riprendere treno da Gatwick a Victoria, taxi fino a Nothing hill, pub, cena, lasciare i bagagli a casa di amici, riprendi taxi, arrivare (finalmente!) al Koko. Fiùùùù birra, concerto!

Entriamo che stanno attaccando con “feeling oblivion” e scatta la fatidica domanda: in questo genere di concerti mi chiedo sempre se faranno tutto l’album in fila o no. Risposta alla domanda: parte “underdog”.

Il Koko, una delle location più fighe dove vedere concerti: è un ex teatro un pò baroccheggiante, con tanto di palcoscenico, balconate, sipari e immancabili bar, perchè per legge non si può vedere un concerto in inghilterra senza bere (persino in una chiesa come la Union Chapel dove l’anno scorso suonò Richard Aschroft in un concerto acustico indimenticabile; ma è un’altra storia). Questo insomma:

Il colpo d’occhio lasciava senza respiro: il posto strapieno di gente che cantava ogni singola nota di ogni canzone. ovvio che siamo in inghilterra, ma inevitabile paragonarlo al loro ultimo concerto visto al Tunnel di Milano in cui ci saranno state si e no 30 persone: faceva una certa impressione.

2 ore di indimenticabile concerto: musicisti di livello, come se ne vedono pochi in giro ultimamente, capaci di emozionare e intrattenere senza esagerare. Non solo the optimist, ma anche una serie dei brani più famosi e una cover di can caminin (Chim Chim Cher-ee per i bambini britannici) che ti rispedisce dritta nelle atmosfere nebbiose della londra di Mary Poppins. Un pubblico strapreso, ma educato e rispettoso. che non spinge, non urla e non infastidisce ma si gode il concerto nella pace dei sensi.

E a fine serata gli artisti (e fidanzate gravide) che si fanno un giro tra i comuni mortali, salutando fan, vecchi amici e chiunque volesse scambiare due parole con loro:

di chiacchere ne abbiamo scambiate tante (non c’era verso di fargli credere che eravamo venuti dall’Italia apposta per il concerto!). di birre pure (fuck off my hops intollerance).

e all’uscita piovigginava. quella tipica pioggerellina londinese che ti sussurra “welcome back home”!

Voto: 9 su 10

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